L’interpretazione del linguaggio tra individui che non condividono lo stesso codice, necessita di una mediazione, del coinvolgimento cioè di un terzo tipo di linguaggio, anche corporeo, in grado di codificare il messaggio della conversazione e renderlo il più possibile chiaro ed accessibile a tutti gli interlocutori. Esistono infatti alcuni codici gestuali, realizzati attraverso l’utilizzo di quello che viene definito il linguaggio del corpo, che risultano essere universali e facilmente interpretabili anche tra persone di lingue diverse. Alcuni studiosi arrivano a decretare a questo tipo di linguaggio un’importanza davvero centrale negli scambi e nelle relazioni. Sostanzialmente il corpo comunicherebbe sempre, per mezzo di pose, gesti, calore eccetera. Tale linguaggio eseguito in modo costante, risulta essere “inconscio”, realizzato cioè spesso senza una volontà precisa. Allo stesso modo il “ricevente” interpreta tutti questi messaggi gestuali, cogliendo il senso esatto anche se non a livello della ragione. Ne riviene che l’individuo all’interno della società, attuerebbe una comunicazione ed una ricezione costante, completa, con tutti gli individui che gli sono intorno. Ci troveremmo dunque in presenza di quella “foresta di segni” resa famosa da un sonetto del poeta francese Charles Baudelaire, nella quale l’uomo si muove ed interagisce. E’ il linguaggio della Natura, in grado di connettere le specie viventi ad un livello profondo, non facilmente interpretabile dalla ragione, ma indubbiamente potente ed efficace. Gli esempi per facilitare la comprensione di questo concetto sarebbero innumerevoli: si pensi allo sguardo delle ragazze, dal quale è facile intuire la loro disponibilità al dialogo o meno; si pensi ai cambi d’umore improvvisi che a volte si subiscono magari al seguito di una semplice passeggiata, durante la quale chissà cosa ha influenzato il nostro stato d’animo accendendolo di gioia o smorzandolo di malinconia. La Scienza della mediazione linguistica si occupa anche di questi fenomeni “fisici“, nonostante il suo campo di lavoro si concentri soprattutto sulle traduzioni e le interpretazioni possibili tra una lingua ed un’altra. Traduzione ed interpretazione vengono spesso confuse, e, nonostante vengano utilizzate per simili scopi, hanno metodologie di lavoro diverse. Si può infatti dire che il traduttore è quella figura professionale che attua una mediazione linguistica e culturale attraverso un messaggio scritto. L’interprete invece svolge lo stesso compito in modo orale o gestuale. L’interpretazione soprattutto si manifesta in diverse modalità, che differiscono proprio per la forma con cui si presenta. Le fasi del suo sviluppo però sono sempre simili, e possono essere ricollegate a tre punti precisi, tre diversi step che ne comprendono l’intero iter di sviluppo.
- Il primo punto riguarda l’ascolto e la comprensione del messaggio oggetto di interpretazione.
- Il secondo punto è la comprensione e l’analisi di questo messaggio. L’interprete decifra ed assimila la conversazione che poi dovrà rendere.
- L’ultimo punto è la fase di riformulazione, durante la quale l’interprete è pronto a restituire l’informazione in modo chiaro e fedele all‘originale.
Tra le diverse forme di interpretazione esistenti, le principali sono due; principali perché più frequenti ed utilizzate. La prima è l’interpretazione consecutiva, mediazione linguistica che rende la traduzione di un discorso solo a conclusione dello stesso. L’interprete dunque ascolta tutto il messaggio, e successivamente lo rende nella lingua richiesta. Nell’interpretazione simultanea invece, l’interprete è chiamato a tradurre il discorso scelto simultaneamente alla sua formulazione. L’unico scarto di tempo concesso è il décalage, una manciata di secondi attraverso i quali il traduttore riesce ad interpretare al meglio il contenuto del messaggio, per renderlo il più fedele possibile nella traduzione.
Sei un dentista? Per la tua pubblicità chiama il
numero verde 800 58 97 53