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L'apparecchio invisibile può risolvere un problema di affollamento dentale?

Ho un problema di affollamento dei denti anteriori inferiori, l'apparecchio invisibile può risolvere il mio caso? grazie ed a presto. Teresa

Gentile Sig.ra Teresa, l'apparecchio invisibile sia che si tratti di Invisalign che di un apparecchio linguale (cioè ad incollaggio interno degli attacchi) possono senza dubbio risolvere un affollamento inferiore. Tuttavia la pianificazione di un caso ortodontico non cambia nel senso che le modalità di recupero spazio dipenderanno da vari fattori tra cui la gravità dell'affollamento, i rapporti tra gli incisivi inferiori e la sua struttura mandibolare (il che si vedrà da una sua teleradiografia)e la forma dei suoi denti. Inoltre bisogna valutare anche il rapporto tra gli incisivi inferiori ed i denti superiori per stabilire se il raggiungimento dell'allineamento può avvenire trattando solo l'arcata superiore o deve passare per delle modifiche dei rapporti tra arcata superiore ed inferiore.

Dott. P. Manzo

Questa è una delle risposte date alla domanda “Affollamento denti e apparecchio” presente su Dentisti-Italia.it.


APPARECCHIO INVISIBILE

...il trucco c'è ma non si vede!

Il concetto di visibilità ed invisibilità nella società moderna è molto più importante di quello che si crede. Oggigiorno, dopo la perdita totale di una qualunque centralità spirituale, ci accingiamo a vivere tempi “increduli”, in cui un evento deve in qualche modo essere testimoniato per potersi dire vero, reale e realmente accaduto. Siamo nell’epoca delle prove necessarie e tangibili (pensate alle tante fiction ispirate alle figure degli investigatori o alle polemiche sulla “moviola in campo” nello sport). Tutto deve essere manifesto, sempre: se lo vedi in TV allora è vero, senza possibili alternative. Nel campo della Medicina, regina del raggiungimento dell’obiettivo voluto (cura) attraverso l’esame delle prove (sintomi), le cose si complicano un po’. La malattia infatti viene raramente resa pubblica, a causa di una sorta di vergogna verso il proprio stato di salute compromesso. Essa viene tenuta celata finché possibile, perché infastidisce, impaurisce e rende “diversi” coloro i quali hanno la sfortuna di contrarla. Facciamo l’esempio delle malattie della pelle: se uno sfogo cutaneo è celabile, magari sotto gli abiti, allora non sorge nessun problema; ma se il suddetto sfogo trova magari nel volto o nelle mani il campo libero su cui espandersi, allora iniziano i guai, sottoforma di emarginazione, dileggio, incomprensione. Questo perché viviamo una società cinica, che ripone nell’aspetto fisico molta più importanza del dovuto. Una società colpevole di aver maturato falsi valori, legati soprattutto a concetti d’estetica che si, indubbiamente fanno parte della nostra vita, ma che di certo non dovrebbero influenzarne troppo lo svolgimento quotidiano.

Alla luce di questi fatti, è forse mia intenzione denunciare con forza questa caduta di valori e cercare con tutti i mezzi possibili di modificare il corso delle cose? Ma neanche per sogno!

Ecco che allora quasi svengo davanti al dentista che, dopo un’accurata visita, mi ha messo al corrente qualche giorno fa della necessità per la sanità dei miei denti di ricorrere all’uso dell’apparecchio. L’apparecchio dico, alla veneranda età di 30 anni!! Il problema è riconducibile ad alcuni movimenti dei denti, che continuano a storcersi a poco a poco, giorno dopo giorno, mettendo a repentaglio la mia sanità orale nonché la gradevolezza del mio sorriso. Durante l’infanzia sono già passato per l’inferno dell’apparecchio: prese in giro quotidiane, sguardi cattivi, soprannomi poco dignitosi…per non parlare del disagio arrecato dal quel marchingegno odontoiatrico, e da quel continuo toglierlo e rimetterlo durante i pasti, l’igiene orale e le ore notturne. Insomma, quando pensavo di aver risolto i miei problemi, eccoli tornare in tutta la loro gravità. Questi pensieri mi offuscavano la mente quando la vidi: la soluzione semplice e sicura, il rimedio a tutto!

La TV ronzava nel salotto, e all’improvviso parte questa pubblicità sull’ultimo geniale ritrovato della tecnologia, l’apparecchio invisibile. Che incredibile scoperta, che intuizione da prestigiatori!!!

“Al bando ferri ed elastici” pensavo, deciso a recarmi già l’indomani dal dentista. Il colloquio poi fu breve e preciso, la soluzione era applicabile al mio caso, il costo equivalente rispetto al tradizionale apparecchio visibile. Eureka, eureka, denti sani ed estetica salva!

Ricevuti i consigli dal mio dentista su dove poter ricevere il trattamento innovativo, mi sono recato di corsa nello studio indicatomi, pieno di curiosità e speranze verso quella cura tanto singolare.

Dopo un colloquio con il medico specializzato vengo posto davanti ad un PC:
“Per il trattamento è necessario l’utilizzo di computer di moderna generazione” mi spiegava.
“?”.
“Per procedere con il clin check…”
“?”
Il clin check consiste in una scansione laser della dentatura del paziente, sulla quale poi ricostruire virtualmente le intere fasi della cura. Sostanzialmente ho potuto visionare in anticipo tutto il procedimento che avrei dovuto seguire per i mesi seguenti. La riproduzione della mia dentatura deviata era li, sul monitor, e sembrava ridere di me in tutto il suo ordine distorto. Questo modello virtuale viene poi lavorato tridimensionalmente dal dentista stesso, che letteralmente passa al setaccio tutte le fasi della guarigione per creare in base ad esse dei modelli in resina, uno per ogni momento della cura.

Dunque eccomi a sacannerizzare i miei denti, neanche fossero un documento importante. L’odontotecnico mi da appuntamento a due settimane dal nostro incontro per ritirare le mascherine.
“?”
Sono mascherine in plastica trasparente, create sul calco dei denti. Ognuna applica una forza sull’apparato dentale, utile a riallineare l’arcata compromessa”

Una volta giunto il giorno del ritiro, mi sono recato in studio eccitato da una curiosità feroce.
Il medico arriva e mi consegna una serie di dentiere trasparenti, come quelle dei pugili o delle persone anziane. Una ventina in tutto, da applicare cronologicamente, una dopo l’altra ad intervalli precisi.
E questo è tutto.

Eccomi dunque in giro per la strada, a regalare sorrisi a destra a manca. Proprio io, come un allegro pugile vincitore, 32 denti in prima pagina, senza paura o imbarazzo, senza prese in giro di rimando, con il mio trucco d’illusionista ben in vista.
Il mio trucco, si.

Perché il trucco come al solito c’è, solo che non si vede. E, come dicevo prima, se non si vede beh…allora probabilmente non esiste.

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